FAQ

COSA SI INTENDE PER TRUST?

Per “trust” si intende correttamente un rapporto giuridico istituito da un disponente, per atto inter vivos o mortis causa, che afferisce beni posti sotto il controllo di un trustee nell’interesse di uno o più beneficiari o per realizzare uno scopo. La peculiarità è che il fondo in trust esce dal patrimonio del disponente senza mai entrare a far parte del patrimonio del trustee.

in questo modo si proteggono beni e diritti altrimenti suscettibili di aggressione

Si costituisce cioè una massa patrimoniale segregata insensibile sia alle vicende patrimoniali del disponente (debiti, insolvenza e fallimento salvo situazioni pregresse) e del trustee, sia alle vicende personali del trustee (inesistenza di diritti patrimoniali del coniuge e di diritti ereditari) e, fermi i diritti indisponibili, del disponente. Opportunamente configurato il trust è altresì protettivo delle posizioni beneficiarie. Tale patrimonio autonomo è privo di soggettività giuridica, non rilevando la soggettivazione operata da taluni ordinamenti di civil law (Italia inclusa) ai soli fini tributari e antiriciclaggio.

costituzione o istituzione? è corretto istituzione (atto istitutivo), la non sussistenza di soggettività giuridica rende impropria l’espressione costituzione (atto costitutivo)

A COSA SERVE UN TRUST?

Strumento giuridico polifunzionale, il trust trova applicazione pratica in ogni ambito del diritto civile e commerciale.

UTILIZZIAMO IL TRUST PER SVARIATI SCOPI PRIVATI E PROFESSIONALI DEL CLIENTE, IN PARTICOLARE AI FINI DI

  • pianificazione e protezione di patrimoni personali e aziendali
  • esercizio d’impresa
  • esecuzione di attività commerciale e non commerciale
  • realizzazione e gestione di affari privati
IL TRUST È RICONOSCIUTO IN ITALIA? | QUALE È LA LEGGE DEL TRUST?

Il trust è riconosciuto in Italia in forza di legge di ratifica ed esecuzione della XV Convenzione di Diritto Internazionale sulla Legge Applicabile ai Trust e sul loro Riconoscimento adottata a L’Aja il 1° luglio 1985.

vedi legge 16 ottobre 1989 n. 364 di ratifica ed esecuzione della Convenzione de L’Aja

La novella 2645-ter del codice civile, introdotta con legge di conversione n. 51/2006, statuente la trascrivibilità degli atti di destinazione, porta a pieno compimento il riconoscimento civilistico all’interno dell’ordinamento giuridico Italiano. Con la finanziaria 2007 (legge n. 296/2006), art. 1 co. 74 a 76, modificativa degli artt. 44 e 73 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi e dell’art. 13 del d.P.R. n. 600/1973, si attua il riconoscimento del legislatore tributario. Il trust è, a tutti gli effetti di legge, un istituto conosciuto dal legislatore Italiano.

vedi art. 6 legge 22 giugno 2016 n.112 (c.d. “Dopo di noi”)

Per ciò che concerne la legge del trust (tecnicamente legge regolatrice applicabile), la Convenzione de L’Aja ex art. 6 rimette al disponente la libera scelta con l’unico limite della compatibilità con i caratteri del trust di cui all’art. 2 della Convenzione.  

LEGGE REGOLATRICE | in pratica

L’atto istitutivo contiene clausola di indicazione della legge prescelta. Nella prassi Italiana la legge più frequentemente utilizzata è la legge di Jersey: Trusts (Jersey) Law 1984 e successive modificazioni (Amendments 1989, 1991, 1996, 2006, 2012, 2013). Nel mondo dei trust esistono decine e decine di trust laws appartenenti a differenti macro modelli (angloamericano; internazionale; civil law; muslim law). È importante scegliere la legge regolatrice più appropriata agli interessi del dato trust atteso che essa costituisce il quadro legale del programma negoziale 

ISTITUIRE UN TRUST COMPORTA TRASFERIMENTI PATRIMONIALI ALL’ESTERO?

No, salvo diversa decisione. Beni e diritti in dotazione al fondo in trust possono essere mantenuti in Italia (o nella località estera in cui si trovano al momento dell’istituzione) oppure trasferiti, fisicamente o, come più spesso avviene, giuridicamente, all’estero contestualmente o successivamente alla sottoscrizione dell’atto istitutivo. La scelta circa l’ubicazione del fondo va effettuata alla luce delle finalità del trust e delle concrete esigenze dei soggetti interessati, valutato l’impatto fiscale.

VI AIUTEREMO NEL FARE LA SCELTA MIGLIORE

Se si opta per il trasferimento all’estero, il luogo di ubicazione del fondo potrà essere lo Stato o territorio la cui legge regola il trust e/o uno o più Stati o territori diversi (spalmando i beni tra diverse giurisdizioni). Il fondo potrà anche essere allocato in parte in Italia e in parte all’estero. Per converso, l’istituzione di un trust può essere l’occasione per il rientro in Italia di asset detenuti all’estero. Qualora si tratti di emersione di attività non dichiarate, la procedura di regolarizzazione fiscale, ove praticabile, sarà curata da professionisti specialisti, anche indicati dal Cliente.

COSA POSSO “METTERE IN TRUST”? LIMITI A CIÒ CHE POSSO FARE?

Praticamente tutto senza limiti né eccezioni. A titolo esemplificativo, sono suscettibili di segregazione in trust:

  • diritti reali di proprietà e godimento su beni materiali (diritti immobiliari)

la più ampia libertà negoziale nel momento istitutivo, ad es., potendosi segregare diritti di piena o nuda proprietà secondo vari schemi

  • diritti su beni immateriali (proprietà intellettuale)
  • diritti di credito
  • strumenti finanziari (affidati in gestione o gestiti in proprio): titoli azionari; obbligazioni; quote di fondi comuni di investimento; PIR; etc.
  • polizze vita e prodotti assicurativi
  • liquidi e rapporti di conto corrente
  • quote e partecipazioni societarie di qualsiasi tipo
  • azienda o rami d’azienda
  • beni strumentali
  • beni mobili registrati (autoveicoli, imbarcazioni, aeromobili)
  • beni mobili (gioielli, metalli e pietre preziose, quadri e opere d’arte, etc.)

la più ampia libertà negoziale in relazione alla fase esecutiva, ad es., potendo il fondo – per volontà del disponente – essere incrementato o diminuito nel tempo, modificato qualitativamente (surrogazione reale inclusa), oggetto, con o senza vincoli, di operazioni o viceversapreservato nel tempo (financo dopo la morte del disponente) tale e quale come conferito

QUANDO CONVIENE UN TRUST? ESISTE UNA SOGLIA DI INGRESSO?

«Nell’immaginario collettivo l’idea del trust [in Italia] è legata ai patrimoni molto elevati, ma in realtà oggi si parte anche da 600/700 mila euro di asset» (fonte: Milano Finanza 23 febbraio 2013). Nella prassi viene utilizzato per patrimoni di varia grandezza e natura: l’abitazione di famiglia, un quadro di valore, le quote di una società, etc. (vedi domanda n. 5).  

erroneo pensare che il trust sia uno strumento costoso ed elitario riservato solo ai grandi patrimoni

In quanto negozio giuridico finalizzato a beneficiare di importanti effetti legali e fiscali (protezione, certezza, risparmio), è utile e conveniente per patrimoni di consistenza media (da € 1 mln in su). I costi sono commisurati al tipo di operazione e sono ripagati dai vantaggi giuridico-economici conseguenti (vedi FAQ n. 10).

CHI È UN TRUSTEE?

Il trustee è il fiduciario/gestore del fondo con le peculiarità risultanti dal diritto dei trust.

ATTENZIONE A NON CONFONDERE TRUSTEE E (SOGGETTO COMMERCIALE) FIDUCIARIO

Il trustee è sempre un fiduciario, ma non il contrario: un operatore economico che eroga servizi fiduciari potrà agire nella qualità di trustee solo sulla base di un rapporto esistente di trust e a condizione che soddisfi i requisiti, ove previsti da leggi e regolamenti applicabili, per lo svolgimento dell’attività di trustee in forma professionale (professional trusteeship). Così una Società Fiduciaria non sempre è, o può essere, un trustee professionale. Come esistono Trust Companies che non sono Società Fiduciarie.

E CHI SARÀ IL TRUSTEE DEL MIO TRUST?

Molti operatori di mercato offrono un’unica soluzione: gestione in house o tramite un singolo partner esterno.

Assieme valuteremo i diversi casi con il cliente.

 

In un trust di interesse familiare, il trustee potrà essere di tipo privato(persona giuridica e/o fisica, anche indicata dal disponente, membro o meno della famiglia tra cui lo stesso disponente) o professionale terzo (Società Fiduciaria, etc.) o legato al disponente .

Nei trust commerciali, il trustee potrà essere uno dei soggetti coinvoltinelle operazioni (tenuto ad agire nell’interesse di tutti i partecipanti a ciò vincolato in diritto e obbligato di fatto da meccanismi operativi) o, più spesso, un terzo estraneo (trustee professionale o meno, usualmente societario).

COME SI ISTITUISCE UN TRUST?

Cuore pulsante è l’atto istitutivo eventualmente integrato da atti contemporanei o successivi. Le formalità di legge sono quelle previste dal foro di riconoscimento.

FORMALITÀ IN ITALIA

L’atto istitutivo nei casi in cui prevede il compimento di atti soggetti a trascrizione, viene rivestito della forma di atto pubblico o, per esigenze di riservatezza, autenticato come scrittura privata (risultando atto pubblico il solo verbale di deposito). È in ogni caso preferibile la forma della scrittura privata autenticata ai fini della prova del trust secondo la prassi Italiana.

Gli atti di dotazione del fondo, retti dalla legge Italiana, osservano, ove richiesto di legge, le formalità generalmente previste per i trasferimenti di proprietà: la forma scritta ad substantiam e la trascrizione nei Pubblici Registri ai fini dell’opponibilità ai terzi del vincolo sui beni.

QUANTO COSTA E QUALI COSTI COMPORTA?

COSTI DI ISTITUZIONE

  1. consulenza legale: analisi posizione e ideazione strategia, attività preparatoria, redazione atti, adempimenti burocratici  
  2. consulenza e assistenza tributaria (se necessitata in caso)
  3. atto notarile (atto pubblico ove di legge o autenticazione scrittura privata ai fini probatori)

ItaliaTrust  calcola il compenso sulla complessità del lavoro NON sul valore dei beni

solo le spese notarili che comprendono imposte e tasse sono commisurate al valore dell’atto

  1. B) COSTI DI MANTENIMENTO

\Come in ogni gestione e amministrazione di beni, i costi sono a copertura di oneri e spese vive, in questo caso del fondo (entrambe le voci poste a carico del trust) e si compongono di

  • oneri gestionali: dipendono dalla tipologia dei beni e si applicano per la durata del negozio     

sono i costi di proprietà da sostenersi sia che i beni siano in trust o no     

  • oneri amministrativi: costituiti principalmente dal compenso del gestore, più significativo ove sia incaricato un trustee professionale per scelta del disponente

tradotto in soldi un trust amministrato da un professionista ha un costo medio di 5-6 mila per anno.

Esistono pertanto negozi a basso costo operativo e altri che importano costi maggiori. Laddove si rende consigliabile l’istituzione di un trust, i benefici economici risultanti superano di gran lunga i costi dell’operazione.  

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